07 Lug Stanchezza ed affaticamento in estate
Due degli errori più comuni quando arriva la stagione calda ed afosa sono quello di non bere abbastanza ed al contempo evitare il sale nel tentativo di “ridurre la ritenzione idrica”. Innanzitutto capiamo che sentirsi più “stanchi” è abbastanza normale in quanto il caldo provoca la vasodilatazione periferica, ovvero l’espansione del vasi sanguigni vicino alla superficie cutanea. Questo processo serve a disperdere il calore corporeo ma allo stesso tempo porta un calo della pressione arteriosa. Per compensare, il cuore accelera il battito e la dilatazione riduce il ritorno venoso al cuore portando spesso a vertigini, stanchezza e capogiri. Per raffreddare la pelle, il corpo attiva la sudorazione, che comporta un’ulteriore perdita di liquidi e Sali minerali (magnesio e potassio). Come proteggersi?
- Bere acqua senza però togliere il sale. Di fatti, bevendo tanto e riducendo drasticamente il sale avremo una stimolazione dell’aldosterone, l’ormone steroideo prodotto dalla zona glomerulare delle ghiandole surrenali che regola il volume dei liquidi extracellulari, il volume del sangue in circolo ì, la pressione sanguigna ed il bilanciamento di sodio e potassio.
- Quando l’aldosterone aumenta ci sarà un blocco della perdita di sodio a livello renale che peggiora anche il quadro di “gonfiore a gambe e caviglie” che arriva con il caldo.
- Ciò porta ad una sensazione di “affanno ed affaticamento” .
Quindi, eliminando il sale dalla dieta, non solo avrete trascorso un più o meno lungo periodo di tempo mangiando alimenti poco palatabili ed appetibili ma avrete anche peggiorato la situazione. La stessa cosa vale per l’integrazione con il potassio: molte persone pensano sia “diuretico” mentre un eccesso stimola l’aldosterone che a sua volta riduce la perdita di sodio e peggiora la situazione.
Quindi è necessario bilanciare senza regole troppo “rigide” ed attenendoci al caro e vecchio buonsenso:
- Un apporto di acqua adeguato alla propria condizione (0,5-1 L ogni 10 kg di massa magra stimata).
- Un apporto di sale di 0,8-1 g ogni litro di acqua bevuto.
- Bilanciare l’apporto di potassio in relazione al sodio ( arrivando al massimo ad un rapporto di 1:1). Non servono integratori di potassio se si consumano adeguate porzioni di frutta e verdura prediligendo cibi poco trattati ( quello che una sana alimentazione fondamentalmente spinge a fare).