Life is a cake and love is the icing on top of it. Without love, it becomes difficult to swallow life.

Pregorexia: Cos’è, i Rischi per il Feto e l’Importanza di una Terapia Interdisciplinare

Il termine pregorexia (o anoressia della gravidanza), sebbene derivi dalla psicologia popolare e non sia ancora formalmente riconosciuto nei manuali diagnostici come il DSM-5 o l’ICD-10, descrive una realtà clinica tanto complessa quanto preoccupante. Si tratta di un disturbo del comportamento alimentare che insorge o si accentua durante la gestazione, caratterizzato da una percezione alterata della propria immagine corporea. Questa condizione spinge la donna a una drastica e pericolosa restrizione calorica e a un eccesso di attività fisica, nel tentativo di contrastare il naturale aumento di peso fetale e materno.

Le stime epidemiologiche indicano che la pregorexia colpisce tra il 2% e il 4% delle donne in gravidanza. Tuttavia, considerando lo spettro più ampio dei disturbi alimentari, la prevalenza può raggiungere il 7,5% durante i mesi di gestazione e salire fino all’11,5% nel periodo postpartum.

Le Conseguenze sulla Salute della Madre e il “Programming” Fetale

La gravidanza comporta un aumento dei fabbisogni nutrizionali per sostenere lo sviluppo del bambino, lo sviluppo della placenta e i cambiamenti dei tessuti materni. Le linee guida (come quelle dell’Istituto di Alimentazione e Nutrizione polacco) raccomandano incrementi calorici graduali: +85 kcal/giorno nel primo trimestre, +285  kcal/giorno nel secondo e +475 kcal/giorno nel terzo.

Quando subentra un deficit calorico severo, il corpo della madre attinge alle proprie riserve lipidiche e proteiche, innescando complicanze cliniche sistemiche quali:

  • Chetoneuria e chetonemia;
  • Insulino-resistenza;
  • Anemia da carenza di ferro, ipocalcemia e squilibri elettrolitici;
  • Disbiosi del microbiota materno e fetale, compromettendo l’asse intestino-cervello.

Secondo il concetto di programmazione intrauterina (fetal programming), l’ambiente in cui il feto si sviluppa incide direttamente sulla composizione dei suoi tessuti e sul suo futuro stato di salute post-natale. La carenza di nutrienti essenziali altera il passaggio di sostanze vitali attraverso la placenta, provocando insufficienza placentare e ritardi nello sviluppo.

I dati clinici associano la pregorexia a gravi alterazioni fisiopatologiche nel nascituro, tra cui:

  • Riduzione della circonferenza cranica, microcefalia e difetti del tubo neurale (come la spina bifida);
  • Labiopalatoschisi (più frequente nei nati da madri con pregorexia);
  • Basso punteggio APGAR, parto pretermine e ipotrofia;
  • Maggior rischio di sviluppare insulino-resistenza, diabete, ipertensione e disturbi alimentari in età adulta.

L’Importanza dell’Approccio Interdisciplinare e della Famiglia

La complessità della pregorexia richiede una gestione tempestiva attraverso lo screening della salute mentale perinatale , avvalendosi di strumenti validati come la Eating Disorders Diagnostic Scale (EDDS).

Il trattamento efficace non può basarsi su un unico specialista o sulla sola farmacoterapia (per la quale non esistono ancora antidepressivi specificamente approvati dalla FDA per questo disturbo). È invece fondamentale un team interdisciplinare che includa:

  • Ginecologo e ostetriche;
  • Psichiatra, psicologo e psicoterapeuta;
  • Nutrizionista clinico e psicodietista.

Il percorso terapeutico deve combinare la terapia cognitivo-comportamentale con interventi psicodietetici basati sul colloquio motivazionale, volti a migliorare lo stato nutrizionale, normalizzare il peso e favorire un’immagine corporea positiva. Nei casi di grave instabilità fisiologica o psicologica (es. BMI inferiore al 75% della norma, ipoglicemia o aritmie), si rende necessario il ricovero ospedaliero per la riattivazione nutrizionale.

Infine, un ruolo terapeutico cruciale è affidato alla famiglia. Poiché i comportamenti disfunzionali della paziente generano spesso stress, ansia e sensi di colpa nei familiari , supportare il nucleo domestico e coinvolgerlo attivamente contribuisce in modo significativo al percorso di guarigione della madre e alla protezione del nascituro.

Fonte Principale

Grajek, M. K., Grot, M., Kujawińska, M., Nigowski, M., Kryska, S. (2023). Pregorexia and its significance for physiological processes in the fetus – a review of current knowledge. Psychiatr. Pol., 57(6): 1181–1194. DOI: https://doi.org/10.12740/PP/OnlineFirst/150421